• I padri padroni del dolce far nulla

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    Con il Consiglio comunale dell’8 maggio scorso, il sindaco Gualano e la sua giunta di assessori-fantasma hanno  dimostrato che sono disposti a tutto pur di tenersi attaccati alle poltrone e alle loro posizioni di rendita.

    Aver approvato un bilancio con una seconda convocazione in extremis, illegittima e con una maggioranza ormai comunque risicata, in barba a leggi e regolamenti, è quanto di peggio poteva conoscere la storia della nostra città.

    E così, si sono approvati il bilancio dei piccoli interessi di bottega, lasciando invariati tributi e tasse e non contemplando nessuna risoluzione degli annosi problemi che avevano promesso di risolvere.

    I cittadini devono sapere che siamo amministrati da gente senza scrupoli, incalliti saltimbanchi di liste e partiti all’occorrenza (mai come adesso!) che hanno il solo interesse di soddisfare le esigenze proprie e di qualche amico.

    Dunque, ancora immobilismo, mancanza di una visione di sviluppo che abbracci i prossimi vent’anni almeno. E speriamo che siano capaci di terminare almeno le cose iniziate da altri anni fa (PUG e strutture sociali in primis).

    Non ci resta che cacciarli via con il voto del prossimo anno, restando comunque vigili sugli strafalcioni che possano ancora commettere e  sull’immobilità nel risolvere i problemi reali, quelli di tutti e non quelli di pochi.

  • Adesso basta, la città è allo sbando

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    La città di San Nicandro Garganico è allo sbando totale più di prima. Il problema dei rifiuti, ad esempio, sta diventando molto serio

    Così il segretario cittadino e capogruppo in consiglio comunale del PD, Matteo Vocale sulla situazione della città garganica, sospesa in un’aria infuocata, tra il rischio commissariamento e un ulteriore consiglio, convocato dal sindaco Gualano lunedi prossimo, per ritentare l’approvazione del bilancio.

    Il sindaco Gualano e i suoi assessori fantasma dicono di voler bene alla città ma si sbugiardano da soli quando, ora che gli traballa la poltrona, abbandonano il Comune a se stesso. Lo si vede nell’immobilismo più totale tanto nelle faccende elementari, come una delibera di soli cinque minuti per affidare la festa patronale, che rischia quindi di saltare; quanto nei problemi più seri, come la raccolta rifiuti, dove il servizio porta a porta non funziona ormai da giorni, con enormi disagi ai cittadini, a causa di mancanza di personale. Tra gli operatori ecologici, inoltre, alcune sigle sindacali sono in agitazione: hanno chiesto da mesi un incontro con il sindaco per il mancato pagamento delle mensilità correnti e degli arretrati ma la risposta è stata il silenzio del primo cittadino.

    Nel frattempo la gara per l’affidamento temporaneo del servizio è andata deserta, l’azienda attuale ha sempre più difficoltà e si rischia il peggio.

    Per non parlare del fatto, ultimo in ordine di tempo, che il comune di San Nicandro era l’unico assente, oggi, alla cerimonia d’insediamento del nuovo vescovo di San Severo.

    Ma Gualano e i suoi sembrano non curarsi di null’altro che di mantenere la seggiola e le proprie posizioni di rendita, cercando giorno e notte cavilli ed escamotage per approvare il bilancio lunedì.

    Ci siamo dovuti convincere, perciò che a questo punto è meglio un commissario: un uomo dello Stato non si lascia certo condizionare da nulla e tirare la giacca da nessuno, né deve mantenere poltrone. Avrebbe già risolto in poco tempo questi problemi e gli altri che, per brevità, non elenchiamo.

    Gualano dimostri di voler bene alla città veramente, accettando con umiltà il suo fallimento politico: quella che ha o crede di avere non è una maggioranza, come San Nicandro meriterebbe, ma un insieme di numeri che non darà alcuna stabilità all’amministrazione del Comune, con danni irreparabili che ci ritroveremo ancora nei prossimi anni.

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  • A sindaco e giunta non importa nulla della Biblioteca

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    “Un’amministrazione comunale che, a distanza di oltre un anno, non è capace di far riaprire la propria biblioteca comunale, una delle più importanti della provincia, per totale disinteresse sulla questione, deve dimettersi in blocco, sindaco in testa, chiedere scusa ai cittadini e non ripresentarsi mai più″.

    E’ il duro attacco del capogruppo consiliare e segretario cittadino del PD di San Nicandro Garganico​, Matteo Vocale, che nei giorni scorsi, dopo aver raccolto gli innumerevoli appelli di liberi cittadini, si è recato presso gli uffici comunali per capire il motivo per cui la biblioteca comunale “Alfredo Petrucci”, insieme al Museo Etnografico, sono chiusi dal gennaio 2016, dopo una diffida dei Vigili del Fuoco di Foggia (seguita ad una segnalazione anonima, a quanto si dice) ad adeguare la struttura agli obblighi imposti in normativa antincendio dal DPR 151/2011.

    “Diceva qualcuno che le biblioteche non procurano voti ma voglio pensare che il punto non sia questo. E’ qualcosa di più grave, eticamente e politicamente parlando, – rincara Vocale – cioè la scarsa attenzione, da parte di chi amministra la città, per l’unico luogo pubblico dove i giovani sannicandresi e i ragazzi in età scolare possano trovarsi per fare qualcosa di utile alla loro crescita: apprendere ed informarsi, condividere studi ed esperienze, organizzare iniziative. Mi domando l’assessore alla Cultura Altieri, il vicesindaco di tutti i tempi e luoghi, cosa ne pensi e che cosa abbia fatto fino ad ora e non solo per la biblioteca, ammesso che egli di cultura e pubblica istruzione si occupi. Mi chiedo come può il sindaco essere sordo alle decine di giovani studenti che, dopo le feste natalizie, volevano rimanere a studiare nella tranquillità, anche economica, della loro città ma sono dovuti tornare alle biblioteche universitarie di fretta e furia”.

    Vocale, lunedì scorso come annunciato, si è recato in comune con l’intento di stanare il motivo del blocco e “ho trovato – spiega sbalordito – che circola un preventivo dei lavori da effettuare, molti dei quali probabilmente superflui ai fini della riapertura, e un progetto con tanto di computo metrico e capitolato, dei quale nessuno, né sindaco né giunta, risultano avere contezza. Nonostante gli uffici abbiano preparato tutto secondo quanto ritengono, nessuno degli amministratori si è degnato di visionare, analizzare, acquisire le carte. Nessun indirizzo della giunta, nessuna approvazione dei lavori previsti: il nulla totale. Il 7 marzo 2016 – ricorda il capogruppo PD che fu tra i promotori – portammo in consiglio una proposta di delibera insieme alle altre forze di minoranza, per assicurare tempi certi alla soluzione del problema e dare, nel frattempo, almeno una sala lettura a costo zero agli studenti. La maggioranza, sindaco in testa, bocciò la proposta, garantendo soluzione in poche settimane: un’ennesima presa in giro del sindaco Gualano”.

    “La faccenda biblioteca, purtroppo, – ammette il segretario PD – non è altro che la cartina tornasole di un’amministrazione senza capo né coda, dove manca la minima organizzazione mentale e strutturale per far funzionare anche l’ovvio, ad eccezione di auto-riconoscersi meriti sul lavoro fatto in precedenza da altri”.

    “Diffidiamo la giunta – conclude Vocale – dal pensare soluzioni alternative: sarebbe solo uno sperpero di soldi. Si accantoni, nel prossimo bilancio, una somma per Palazzo Fioritto, si acquisisca con atto amministrativo il progetto degli Uffici secondo ciò che la giunta ritiene opportuno e si preparino le carte per trovare finanziamenti attraverso bandi regionali o altre misure che potrebbero venir fuori da un momento all’altro: il PD è a disposizione, ancora una volta, per trovare vie di uscita attraverso le proprie competenze e la propria filiera istituzionale”.

     

  • Scende l’ecotassa: adesso abbassare anche la TARI

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    La Regione Puglia ha approvato le aliquote 2017 per l’ecotassa, cioè il tributo speciale che ogni comune versa in ragione della quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. Tra i comuni della provincia di Foggia, San Nicandro Garganico risulta tra i venti migliori, con l’aliquota che dagli 11,62 euro del 2016 scenderà ai 6,97 euro del 2017.

    E’ la prova del grande impegno dei sannicandresi nel continuare a fare la differenziata, nonostante problemi e disservizi di gestione assai frequenti; superiamo però in modo risicato il 40% e bisogna non correre il rischio di andare sotto, sarebbe un colpo economico difficile da sostenere. E’ necessario, perciò, strutturare bene il prossimo appalto.

    Ma il nodo centrale resta la TARI: Quando il comune risparmia sull’ecotassa, spiega Vocale, significa anche che il cittadino fa più differenziata e, quindi, produce meno rifiuti. Non si può continuare ad ignorarne l’impegno: dal prossimo bilancio di previsione, devono esserci chiare misure di intervento in tal senso sul tributo TARI.

    Probabilmente, e spero che il sindaco e la giunta si interessino anche di questo, dal bilancio di previsione 2017 potremmo essere fuori dal dissesto e, perciò, avere autonomia programmatica anche sul piano economico e finanziario. Resta inteso che anche in regime di dissesto la legge prevede che la TARI sia tale da coprire l’intero costo del servizio: già oggi dunque, con ogni probabilità, saremmo in grado di tagliare sulla tassazione.

  • Accertamenti ICI su zone CR6 e F: sono legittimi?

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    Destano molta preoccupazione gli avvisi di accertamento ICI 2011 che la So.Ge.T. S.p.A., per conto dell’Ufficio Tributi di San Nicandro Garganico, sta notificando ai possessori di fondi ricadenti in alcune zone CR6 del vigente Programma di Fabbricazione (targato 1973), ovvero aree di espansione turistica ma, di fatto, rimaste ad oggi – e sicuramente per sempre – terreni agricoli.
    Sulla vicenda, che potrebbe mettere in ginocchio molte famiglie – si parla di avvisi di accertamento che ammontano anche ad alcune migliaia di euro per il solo 2011 – è intervenuto il segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale, Matteo Vocale, che nei giorni scorsi ha inviato una lunga missiva al sindaco per chiedergli di affrontare politicamente il caso con urgenza, al fine di mediare una eventuale soluzione tra il dovuto tributario al comune e la posizione dei tanti possessori, molti dei quali in difficoltà economiche, chiamati a saldare un tributo per terreni che non diverranno mai edificabili.
    Un problema analogo, tra l’altro, si registra per alcune zone F (spazi da asservire a pubblica utilità), mai espropriate dal Comune anche laddove insistano già strade e opere pubbliche, su terreni che risulterebbero al catasto ancora privati.
    “Fermo restando il principio di dovere di versamento del tributo da parte dell’utenza, sancito dall’art. 53 della Costituzione – scrive Vocale al sindaco Gualano – il caso specifico impone una riflessione politica seria, circostanziata e puntuale, al fine di garantire anche il principio di capacità contributiva e di evitare in ogni modo qualsiasi pur minimo elemento, che riconduca alla speculazione da parte dell’Ente sulle economie del cittadino. Nella fattispecie della circostanza richiamata, infatti, si tratta di cittadini che hanno posto in essere un investimento su terreni agricoli, riconvertiti in zone di espansione turistica nel P.d.F. 1973/1979, dunque con un significativo aumento delle rendite catastali e, quindi, del valore dei terreni e del corrispettivo tributo. Un investimento che, tuttavia, è stato atteso invano dagli interessati  per oltre 40 anni, – spiega il capogruppo PD – al punto da cagionare negli stessi la definitiva sfiducia nella possibile realizzazione dello sviluppo previsto e, probabilmente in alcuni casi, la conseguente refrattarietà al pagamento puntuale del tributo patrimoniale, soprattutto perché in assenza di indicazioni chiare e a causa di mancanze attribuibili soltanto alla classe politica, ivi compreso il pasticcio San Nicandro Tributi e fallimento Tributitalia SpA e successiva scomparsa della banca dati dei contribuenti.
    Oggi, alla vigilia dell’approvazione del Piano Urbanistico Generale – conclude Vocale nella nota – sappiamo
    con certezza, giacché ipotesi trasversalmente condivisa, che alcune di quelle zone CR 6 saranno definitivamente escluse da ipotesi di sviluppo urbanistico, rendendone il valore catastale e patrimoniale vantato per questi 40 anni, quasi un inganno politico ai danni dei possessori. I quali, già da tempo, hanno praticamente tutti manifestato la volontà di riconversione di quei terreni in fondi agricoli.
    E’ necessario che la Giunta convochi con estrema urgenza un tavolo di confronto con la tecnostruttura dell’Ente” è la proposta di Matteo Vocale,  “al fine di valutare l’adozione di una mediazione contributiva (o conciliazione, o condono, che dir si voglia), con successivo atto di indirizzo all’Ufficio Tributi del Comune”.

  • Piano Urbanistico, amministrazione si sforzi a coinvolgere tutti

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    Giusto una settimana fa, l’assessore all’Urbanistica del Comune, Domenico Fallucchi, ci ha convocati in Conferenza dei Capigruppo, alla presenza del prof. Otto Dal Sasso, che dal 2009 si sta occupando con il suo team della redazione del Piano Urbanistico Generale della nostra città.

    E’ stata la prima volta che si è riparlato in maniera concreta del PUG dopo le conferenze di copianificazione del 2010.

    L’Amministrazione ci ha informato di alcune modifiche, anche rilevanti, apportate allo strumento di pianificazione territoriale, frutto di scelte politiche che andranno poi condivise, discusse, emendate, integrate, prima dal Consiglio, poi da cittadini e portatori di interessi.

    Abbiamo accolto di buon grado, per il momento, la continuità del principio di blocco dell’espansione urbanistica, per puntare sulla rigenerazione dell’esistente con una serie di interventi, previsti e prevedibili. Come pure, crediamo fermamente nella logica di necessaria interconnessione territoriale tra l’interno e la costa e tra essi e il centro urbano, come ribadito più volte con evidente competenza dal prof. Dal Sasso.

    Siamo assolutamente persuasi che quello del PUG debba essere uno dei più alti momenti di politica locale, quella vera, dai più larghi orizzonti possibili, che debba integrare la passione politica di ognuno con la conoscenza del territorio, delle sue vocazioni e delle sue fragilità, della sua necessità di ritornare ad essere altare della bellezza, per scrivere tutti insieme, politica e corpo civico, un atto d’amore per i nostri luoghi bistrattati e per le future generazioni, quelle dei nostri figli e dei nostri nipoti.

    Auspichiamo, perciò, che ci venga data la reale possibilità di studiarne le carte, di ragionarne approfonditamente in ogni gruppo e forza politica e di porre i nostri punti di vista.

    Se non ci stiamo riuscendo con la Costituzione, almeno nel piccolo della nostra cittadina, scriviamolo tutti insieme questo documento, importante quanto atteso da quasi un decennio.

  • ASP Zaccagnino: la politica pensi allo sviluppo, non agli incarichi

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    Bene ha fatto il CdA dell’Asp “Dr. Vincenzo Zaccagnino” a smascherare le accuse infondate di presunti spostamenti dei fondi di bilancio per onorare gli emolumenti del nuovo direttore generale.
    Predicare di favorire i “giovani sannicandresi” per poi scoprire che in realtà si voleva favorire se stessi, è pura demagogia che apre una ferita grave alla speranza che tutti hanno nelle nuove generazioni.
    L’ammanco sul Piano di Assistenza 2016, causato dal crollo del prezzo del grano ben sotto le previsioni e la necessità di un direttore generale fuori da nomine politiche, di fondata esperienza e a tempo pieno, sono elementi che pongono in modo lampante il raggiro che si cerca di fare ai cittadini con taluni comunicati stampa dal vizio antico e dal sapore obsoleto.
    Lo sforzo della politica dei giorni nostri, o piuttosto di chi cerca incarichi a tutti i costi e usa i simboli politici per far emergere solo se stesso, dev’essere quello di volare più alto, dettando semmai i tempi e i modi di raggiungere obiettivi che si ritengono strategici per la crescita dell’Ente Zaccagnino e del territorio sannicandrese.
    L’approccio dello scontro a tutti i costi, oltre a rivelare un’immaturità latente del confronto politico, espone la ASP Zaccagnino, bene inestimabile dei sannicandresi, a restare teatro di scaramucce paesane, come è stato già per molto, troppo tempo.
    Al presidente Lusi e ai componenti del Consiglio di Amministrazione rinnoviamo la nostra fiducia e il nostro augurio di buon lavoro, con il vivo invito ad aprire sempre più l’ente al dialogo con le più prodighe personalità della società civile e con le forze politiche sane del territorio, quelle che parlano di programmi e obiettivi di sviluppo.

  • Mobilitiamoci tutti per il SI al Referendum

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    “Con la vittoria del NO al Referendum, si aprirebbe un preoccupante scenario di confusione, molto pericoloso per l’Italia”. E’ la conclusione con cui il deputato Michele Bordo, presidente della Commissione parlamentare Politiche UE, ha invitato tutti, lunedì scorso durante l’assemblea PD di San Nicandro Garganico, a spendersi affinché la Riforma costituzionale superi l’appuntamento del prossimo 4 dicembre.

    “Bella partecipazione”, scriveva sul suo profilo FB il segretario cittadino Matteo Vocale, che nella relazione di apertura ha fissato i due punti principali della Riforma: il superamento del bicameralismo “imperfetto”, ideato nel ’46 come compromesso unico al mondo nel suo genere e responsabile di troppe empasse legislative nella storia italiana dal Dopoguerra a oggi. E il rapporto stato-regioni, frutto di quella riforma del 2001 che si è rivelata sostanzialmente fallimentare, nel correre dietro i sussulti indipendentisti della Lega Nord.

    Un’assemblea convocata a seguito della Direzione cittadina del 31 ottobre, dove quasi tutti i dirigenti locali avevano manifestato una scelta convinta a favore della Riforma Boschi. Un SI rafforzato, per alcuni, anche dall’impegno assunto da Matteo Renzi con Gianni Cuperlo sulla necessità di migliorare l’Italicum. Numerosi gli intervenuti, in una discussione di politica vera, una volta tanto lontana dalle “quisquiglie nostrane”, come ha sottolineato il segretario Vocale e che ha accolto anche qualche intervento a favore del NO. Presenti, oltre a Bordo, altri tre nomi di rilievo del PD di Capitanata: Patrizia Lusi, Lia Azzarone e Tommaso Pasqua.

    Apprezzamento per la posizione del presidente Michele Emiliano, che seppure non condivisa, “giudica la Riforma nel merito, dal punto di vista del presidente della regione più virtuosa del Sud, sottolineando chiaramente – ha dichiarato Vocale – che il 4 dicembre si vota per la Riforma non contro Renzi, al cui governo deve andare il sostegno di tutto il PD”.

    Interessante e ricca di contenuti la storia della Riforma Boschi, snocciolata da Michele Bordo a partire dal 17 febbraio 2014, quando Giorgio Napolitano conferì il mandato a Renzi con la mission principale di fare le riforme. Ben sei le votazioni parlamentari, in cui anche gli attuali sostenitori del NO votarono a favore. “Chi promuove il NO al referendum – ha dichiarato Bordo – vuole soltanto la testa del Governo e nulla interessa della Costituzione. Non possiamo permetterci, perciò, di darla vinta a Salvini e Grillo, che è impensabile possano essere un’alternativa credibile nel governo del Paese. A seguito del risultato delle elezioni USA – ha detto Bordo – mi aspettavo una presa di coscienza e un sussulto di responsabilità. Ma, evidentemente, l’interesse per un’Italia più stabile è secondario”.

    Molti gli interventi dei presenti, che si sono concentrati principalmente sulla necessità di non cedere a chi da fuori vuole spazzare via l’unico partito rimasto e a tenere unito il PD in una fase delicatissima come questa, in cui è necessaria più di ogni cosa la stabilità governativa garantita da quel passo in avanti che la Riforma, seppure per molti imperfetta, darà sicuramente al Paese.

    Una chiarezza di orizzonte necessaria, quella che verrebbe all’indomani della vittoria del SI, anche per avere delle solide linee guida sulle alleanze politiche che presto andranno a formarsi anche a San Nicandro, ha sottolineato Vocale, in vista delle amministrative che tra un anno e mezzo riporteranno i sannicandresi alle urne.

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    A meno di un mese dal 4 dicembre, data fissata per il Referendum sulla Legge costituzionale varata dal governo Renzi, anche a San Nicandro Garganico il Partito Democratico scende in campo. Lunedì 14 novembre, infatti, alle ore 18:30 nei locali di Pozzo Bove, è stata convocata un’Assemblea pubblica, aperta non solo agli iscritti ma a quanti vogliano avere una parte attiva in questa fase cruciale per l’Italia e per il governo. L’assemblea fa seguito al direttivo cittadino, riunitosi lo scorso 31 ottobre, che a larghissima maggioranza si è espresso a favore delle ragioni del SI.

    E’ indubbio che il Partito Democratico sia a favore della Riforma costituzionale, fortemente voluta dal governo Renzi coerentemente con il mandato affidatogli da Giorgio Napolitano. Sono legittime e rispettabili le posizioni che vanno in senso opposto o che restano ad oggi nell’indecisione, sebbene siano posizioni personali o di correnti minoritarie, che tuttavia sono parte viva della grande famiglia che è il PD.

    Abbiamo ricevuto molte richieste, anche da parte di persone della società civile, per costituire comitati e fare iniziative. Riteniamo, invece, più che parcellizzare le sensibilità in comitati, di discutere nel merito della Riforma in modo istituzionale e nella sede naturale, cioè nel partito, che anche in questa occasione apriamo al contributo di idee di tutti.

    All’assemblea di lunedì presiederà il presidente della Commissione parlamentare Affari europei Michele Bordo e, dalla federazione provinciale del PD, Patrizia Lusi e Tommaso Pasqua.

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  • Gualano aumenta ancora la TARI, la protesta del PD

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    “Il sindaco Gualano e la sua maggioranza firmano il proprio certificato di ‘incompetenza e irresponsabilità’ aumentando la TARI a danno dei cittadini”. Così in una nota stampa il circolo cittadino del Partito Democratico di San Nicandro Garganico, a seguito del consiglio comunale del 29 aprile scorso in cui si discuteva delle aliquote IUC.

    “Dopo aver visto l’aumento delle indennità assessorili, la cancellazione incondizionata di qualsiasi agevolazione sui tributi, le aliquote portate al massimo grazie al dissesto finanziario di cui è sempre stato strenuo sostenitore l’attuale vicesindaco Altieri – spiegano i Democratici di Pozzo Bove – ecco che per recuperare i circa 65.000 euro per portare i rifiuti a Deliceto, dopo la chiusura della discarica di Cerignola, invece di capire dove e cosa tagliare, Gualano e i suoi li fanno pagare ai cittadini, con un aumento di circa il 3% della TARI.

    Significa che ogni famiglia dovrà pagare dai 2 ai 5 euro in più all’anno. Una somma sicuramente minima ma un segnale politicamente scorretto e irriguardoso nei confronti dei cittadini, che con sacrificio fanno la differenziata nonostante le lamentele sul servizio. Se a questo si aggiunge lo stato igienico delle strade, con l’erbaccia ormai a livelli record e rifiuti che non vengono spazzati per mesi e mesi, a causa del personale ridotto ai minimi termini, si capisce come il sindaco e i suoi siano fuori dalla realtà.

    Con i 9 voti a favore della delibera di aumento TARI, nonostante i voti contrari e le proteste di PD, UDC, FI e CDU, il sindaco e 8 suoi consiglieri della maggioranza non eletta pongono a carico delle tasche dei cittadini il costo di una spazzatrice, oltre 200 mila euro all’anno, che si vede più che raramente, gli stipendi del personale dell’Ufficio Tributi (oltre 55 mila euro) che potrebbe essere spostato su altri uffici carenti, il 50% del contratto con la So.Ge.T. che, di fatto, sostituisce i dipendenti comunali dell’Ufficio Tributi, più altre spese di minore entità.

    Dopo le dichiarazioni esuberanti del sindaco e di qualche assessore sulla percentuale di differenziata e sulla diminuzione dell’ecotassa, i cittadini attendevano un segnale positivo e invece si trovano davanti sempre e comunque la parola ‘aumento’.

    E’ chiaro, ormai, che nonostante siano trascorsi 3 anni, – concludono i democratici sannicandresi – Gualano e la sua Armata Brancaleone non hanno ancora la minima contezza della gestione del comune, lasciata a giudizio di caposettori e dipendenti che non conoscono la pur minima indicazione o il sostegno dell’apparato politico di questa maggioranza, sempre più incapace di ascoltare. Riteniamo, e duole dirlo, che non ci sia alcuna differenza tra la giunta Gualano e una gestione commissariale: crediamo perciò che riconsegnare la parola agli elettori sia sempre più un atto di onestà nei confronti della città.

  • Tempi nuovi per la ASP Zaccagnino

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    La nomina di Patrizia Lusi a presidente della ASP Vincenzo Zaccagnino, scompagina pratiche ataviche e apre per l’Ente prospettive senza precedenti.

    Dopo i fiumi di inchiostro e le polemiche susseguitesi nel passato recente e negli anni scorsi sulla Zaccagnino la Giunta regionale ha preferito, a ragione, un nome che fosse fuori da logiche strettamente territoriali e avulso al ristretto cerchio della politica locale, sempre più spesso autoreferenziata. In questo, la Giunta regionale ha saputo leggere la necessità di un territorio, segnatamente San Nicandro Garganico, che ha bisogno di aprirsi al resto del mondo e di uscire dal recinto del provincialismo in cui da troppo tempo è chiuso.

    Ringraziamo la vicinanza e la pazienza, in questi primi mesi di governo regionale, particolarmente del presidente Michele Emiliano, dell’assessore regionale al Bilancio Raffaele Piemontese e del consigliere regionale Paolo Campo.

    La Zaccagnino ha potenzialità che vanno ben oltre i confini comunali. Patrizia Lusi, persona di profilo professionale e politico, saprà rappresentare bene questa vocazione dell’azienda pubblica di servizi più grande di Puglia, che per la comunità locale potrà diventare una porta privilegiata verso la Regione Puglia.

    Conosciamo Patrizia e uno dei suoi talenti migliori è la determinazione; potrà contare, oltre che su un CdA rinnovato e di persone giovani, anche sulle competenze e sulle energie vive della nostra città a cominciare dal Partito Democratico. E, siamo certi della convergenza di tutte le forze politiche sane, dentro e fuori al centrosinistra, nel trovare un luogo concreto, oltre le bandiere, per il rilancio dell’ASP e del suo ruolo all’interno del territorio.

  • Referendum, a San Nicandro il PD vota SI

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    “Riteniamo che il 17 aprile l’Italia possa scrivere una bella pagina di democrazia, recandosi alle urne per il Referendum abrogativo promosso da 9 regioni italiane”. Così la Direzione cittadina del Partito Democratico di San Nicandro Garganico all’esito della discussione interna sulle indicazioni di voto da dare ai democratici sannicandresi.

    “Poco ci convince l’invito della segreteria nazionale e del governo a disertare il voto – scrivono da Pozzo Bove – ma ancor meno ci aggrada la speculazione di quanti, su questo referendum, vogliono a tutti i costi fare politica contro il Governo. Il PD di San Nicandro Garganico ha da sempre una forte componente ambientalista e sul tema delle energie si è espresso più volte, anche con atti amministrativi. Le battaglie cominciate nel 2008 contro le trivelle, insieme ad enti e istituzioni, invocando un nuovo modo di pensare le politiche energetiche, con lo spostamento della bussola programmatica verso le rinnovabili, trovano oggi un primo naturale esito nel Referendum del 17 aprile, dove con il SI intendiamo dare anche un segnale inequivocabile e democratico al governo italiano di oggi e a quelli che verranno”.

    “Per noi sannicandresi – continuano i democratici – il mare è un bene fondante la storia del nostro popolo. La bellezza che esso dona agli occhi, nel lambire le nostre coste, è l’unico pozzo da trivellare in termini di opportunità per un’economia ecosostenibile basata principalmente sul turismo e sulla pesca”.

    “Condividiamo, perciò, le posizioni assunte dall’intero Partito Democratico pugliese, dal Presidente Michele Emiliano e dalla Regione Puglia, dal segretario cittadino Matteo Vocale e da altri dirigenti locali che hanno aderito al Comitato No Triv insieme ad altre forze politiche della città, associazioni ambientaliste e non e liberi cittadini. Invitiamo perciò gli elettori a recarsi alle urne domenica 17 aprile e a votare SI”.